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Evento online “Agenda Italiana per l’AI” – 19/10/2020

Ready to become more creative, efficient and innovative

Di Luca Porcari, Presidente

Questo evento è stato organizzato in collaborazione con l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT).

L’obiettivo era quello di capire come si posiziona l’Italia rispetto agli altri Paesi in temi di intelligenza artificiale e tecnologie digitali. In questo percorso mi ha affiancato l’Ingegnere Giorgio Metta, Direttore Scientifico dell’IIT.

Ci siamo chiesti quale capacità computazionale è richiesta nell’elaborazione di un numero sempre più alto di dati e cosa manca all’Italia per raggiungere il livello tecnologico che le consentirà di competere a livello globale con le altre potenze tecnologiche, in primis Stati Uniti e Cina.

Dopo aver fornito alcune informazioni di carattere generale sui principali campi applicativi dell’Intelligenza Artificiale (AI), abbiamo fatto il punto delle sue attuali prestazioni e dell’accuratezza dei suoi output.

Il 2020 ha visto il fiorire di moltissime nuove soluzioni ed algoritmi che usano l’AI, alcune presentate durante il seminario. Per fare lavorare bene l’AI, però, la potenza di calcolo richiesta è molto importante.

Alcune importanti considerazioni:

  • L’accesso alle più alte capacità di calcolo dell’AI è ad oggi disponibile a chi possiede mezzi economici adeguati.
  • Per permettere all’AI di lavorare sui dati, occorre tener conto del cosiddetto “ecosistema del digitale” da dove i dati stessi arrivano.

Saper dominare correttamente le tecnologie digitali diventa il principale fattore abilitante dell’AI.

  • Nella ricerca sull’AI, l’Italia è al 7° posto nel mondo, mentre sull’utilizzo vero e proprio delle tecnologie digitali l’Italia è tra gli ultimi paesi in grado di estrarre valore dall’AI in termini di PIL.
  • Il tessuto produttivo ed imprenditoriale europeo (ed italiano) è probabilmente più frammentato (rispetto a USA e Cina), per cui in Europa non è ancora decollata una strategia comune sulle tecnologie digitali.
  • Appoggiarsi a tecnologie fatte da altri non sempre risulta una soluzione vincente poiché le aziende europee hanno specificità ed esigenze diverse da quelle americane o cinesi.

Etica della tecnologia e tutela della privacy sono tuttavia importanti valori per la Comunità Europea.

In Italia occorre continuare a fare network per facilitare la realizzazione di sistemi diffusi di generazione ed elaborazione dei dati. Occorre realizzare un’architettura nazionale. Ci sono strategie e tecnologie già disponibili che possono aiutare in questo percorso: questo è un tema che riprenderemo in seminari successivi.

Suggeriamo per approfondimenti il seguente documento:

Molte le sfide ma anche le opportunità per accelerare il passo dell’affermazione di un Paese da sempre in grado di generare grandi idee ed alimentare nuove competenze.

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